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Ordine Chirotteri

Le notizie su questo ordine sono tratte essenzialmente da Zava e Catlano (1986) e da Fornasari, Violani e Zava (1997); si tratta di specie che per numerosi aspetti della loro biologia sono da ritenere ecologicamente fragili ed a rischio. Tutti i chirotteri europei appartengono al sottordine dei microchirotteri e cacciano in volo individuando le prede mediante emissione di ultrasuoni. Hanno una dieta prevalentemente insettivora, che li rende particolarmente soggetti a fenomeni di bioaccumulo di composti tossici, soprattutto pesticidi ed insetticidi utilizzati in agricoltura. hanno abitudini prevalentemente crepuscolari e notturne, le ore del giorno vengono trascorse in uno stato di torpidità in luoghi oscuri. Tutte le specie sono caratterizzate da un raggiungimento generalmente tardivo (mediamente al 2° anno) della maturità sessuale, da un tasso riproduttivo non elevato (1-2 piccoli, più raramente e soltanto in alcune specie 3 piccoli), nonché da lunghi tempi di gestazione (7-9 mesi mediamente) e svezzamento della prole. Hanno abitudini spiccatamente gregarie per la maggior parte dell'anno ed utilizzano quindi rifugi (roost) comuni. I roost (soprattutto invernali) divengono per questo motivo dei luoghi dove si concentrano popolazioni considerate di importanza regionale o subregionale. La maggior parte dei pipistrelli europei utilizza durante il corso dell'anno diversi tipi di roost, in relazione alle varie fasi del ciclo biologico delle specie. I roost invernali sono utilizzati per sfuggire alle avverse condizioni ambientali e possono essere utilizzati da più specie. tipici roost invernali sono rappresentati da grossi alberi cavi, rocce ricche di anfratti, grotte, miniere e manufatti (cantine, sottotetti, abitazioni abbandonate, case matte, etc.). I roost estivi sono utilizzati invece per riposare durante le ore di luce e sono rappresentati da fessure della roccia, cavi di alberi, muri, anfratti, etc. le nursery, infine, sono siti nei quali in periodo estivo si riuniscono soltanto le femmine gravide per partorire ed allevare i piccoli. Si tratta di siti scelti con cura per garantire l'assenza di disturbo ed una temperatura elevata e costIante. n relazione alla loro dieta insettivora (talora molto specializzata) ed all'utilizzazione di vari tipi di rifugio durante il corso dell'anno la maggior parte delle specie di chirotteri necessita di un'elevata eterogeneità ambientale; esse rappresentano pertanto degli ottimi indicatori della qualità dell'ambiente. I Chirotteri italiano sono tutelati dall'art.38 della legge 1016 del 5 giugno 1939. Sono inoltre inseriti quasi tutti negli allegati delle varie convenzioni internazionali di Bonn e Berna e negli allegati II e IV della direttiva CEE 43/92.

Famiglia: Rhinolophidae

  • Rhinolophus ferrumequinum (Rinolofo maggiore)
    Habitat
    : Frequenta sia le zone pianeggianti che quelle di montagna e qui trova nei boschi, nelle zone alberate e nelle campagne ricche di vegetazione.D'inverno predilige le grotte o le cavità artificiali che può abbandonare nei mesi estivi per rifugiarsi nei cavi degli alberi, nelle fessure delle rocce o nelle costruzioni.
    Biologia
    : Nelle grotte si trova appeso alla volta, attaccandosi solo con i piedi. Vive in gruppi anche cospicui. Fa la sua apparizione al calare della sera; è attivo per tutta la notte. Ha un volo basso, sfarfallante, alternato da planate. Caccia Lepidotteri e Coleotteri notturni; si pensa che nei periodi in cui rimane in grotta si nutra della fauna parietale (Ragni, Lepidotteri, etc.). Durante il letargo invernale assume la posizione "ammantellata" cioè con le "ali semiaperte ed accartocciate verso il Iato ventrale del corpo.
  • Rhinopholus hipposideros (Rinolofo minore)
    L'Habitat e la Biologia di questo Chirottero sono simili a quelle del summenzionato Rhinopholus ferrumequinum. In montagna questa specie raggiunge quote maggiori della precedente.

Famiglia Vespertilionidae

  • Myotis myotis (Vespertilione maggiore)
    Habitat
    : Frequenta principalmente boschi radi e parchi sia in pianura che un zone collinari.
    Biologia
    : In Italia meridionale questa specie preferisce nettamente le grotte, dove può formare colonie di migliaia di individui. In inverno utilizza le zone più profonde delle grotte, mentre in primavera si sposta verso l'entrata. Vola poco dopo il tramonto e si nutre in particolare di Coleotteri (con netta referenza per i Carabidi), ma anche di Ortotteri, Ditteri e Aracnidi.
  • Pipistrellus Kuhli (Pipistrello albolimbato)
    Habitat
    : Specie antropofila, presente sia nei piccoli centri abitati, che nelle grandi città, ma anche in parchi e aree forestali.
    Biologia
    : Il pipistrello nano è il più piccolo chirotteri europeo, ha abitudini simili ai congeneri, ma è meno termofila, per questo motivo non è raro osservarlo in volo anche in pieno inverno o col cattivo tempo. Si nutre principalmente di moscerini e zanzare, ma anche in Tricotteri, Efemerotteri e Neurotteri.
  • Hypsugo savii (Pipistrello di Savi)
    Ha abitudini simili alle specie precedenti.
  • Eptesicus serotinus (Serotino comune)
    Habitat
    : Specie antropofila, presente soprattutto in pianura e collina, ma che può spingersi anche in ambienti montani.
    Biologia
    : Spesso vive in colonie, anche se non molto numerose, entro i cavi degli alberi o nei fabbricati (sotto i tetti) o nelle fessure dei muri. Sverna generamente in grotta. Si nutre di Ditteri, Coleotteri (soprattutto Maggiolini) e falene.
  • Plecotus austriacus (Orecchione)
    Habitat
    : Frequenta località di vario tipo, preferibilmente Habitat boschivi od a macchia, comunque sempre ricchi di vegetazione.
    Biologia
    : Roost invernali in grotte e cave, roost estivi all'interno di manufatti. La sua dieta si basa essenzialmente su farfalle notturne e coleotteri (in particolare scarabeidi). Riveste particolare interesse in quanto alla luce delle attuali conoscenze, in Sicilia è noto soltanto per l'area nebrodense ed è considerata specie vulnerabile.